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Informazioni generali

Alta Formazione Artistica e Musicale
Le 20 Accademie di Belle Arti statali e le 26 legalmente riconosciute, l'Accademia nazionale di
arte drammatica, i 4 Istituti superiori per le industrie artistiche (Isia), i 57 Conservatori di musica,
l'Accademia nazionale di danza e i 22 Istituti musicali pareggiati costituiscono il sistema dell'alta formazione artistica e musicale (Afam).
Tali istituzioni formative sono sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale e svolgono correlate attività di produzione. Sono dotate di personalità giuridica e godono di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile. Le istituzioni attivano corsi di formazione ai quali si accede con il diploma di scuola secondaria di secondo grado, nonché corsi di perfezionamento e di specializzazione. Gli studenti iscritti ai corsi Afam sono circa 63 mila, con una significativa presenza di stranieri. I docenti sono circa 8500.

Le Accademie di belle arti, l’Accademia nazionale di arte drammatica, gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (ISIA), i Conservatori di musica, l’Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati costituiscono, nell’ambito delle istituzioni di alta cultura cui l’articolo 33 della Costituzione riconosce il diritto di darsi ordinamenti autonomi, il sistema dell’alta formazione artistica e musicale.

Le radici
La storia delle istituzioni artistiche e musicali italiane ha radici antiche. L’Accademia in senso moderno nasce nell’Italia del Rinascimento, allorché le libere riunioni di umanisti e artisti cominciarono a consolidarsi a Napoli; a Firenze, A Roma e a Milano.
A differenza delle istituzioni a carattere sostanzialmente letterario o scientifico, le accademie di belle arti hanno un’identità prevalentemente artistica. La più antica fu quella delle Arti e del disegno, istituita a Firenze nel 1563 che diede inizio alla graduale emancipazione degli artisti dalle corporazioni medievali, per lo più chiamate “Compagnie di S. Luca”.
Accanto alle istituzioni letterarie, scientifiche e artistiche, si svilupparono le accademie dedicate principalmente, se non esclusivamente, alla musica (anche se in Italia le istituzioni con scopi
prevalentemente didattici presero il nome di Conservatorio).
Alcune accademie si dedicarono, quale loro interesse peculiare, a rappresentare tragedie e commedie (come l’Accademia dei Filodrammatici di Milano del 1796), seguite da scuole di recitazione
allocate presso gli istituti di istruzione musicale: alcune successivamente si staccarono, come le due Accademie nazionali di arte drammatica e di danza a Roma.
Anche gli Istituti superiori per le industrie artistiche, pur avendo un’origine più recente, solo negli anni settanta hanno ricevuto concreta attuazione con la costituzione, in via sperimentale, di quattro istituti a Faenza, Firenze, Roma e Urbino dedicandosi prevalentemente alla formazione e alla qualificazione professionale di designer progettisti per le imprese produttrici di beni e servizi.
I Conservatori di Musica hanno anch’essi radici storiche antiche. A Napoli, furono in origine istituti di beneficenza sorti nel Seicento con la scopo di avviare a un mestiere i ragazzi orfani, ma il primo esempio di conservatorio statale di tipo moderno nacque a Parigi nel 1784, dando subito impulso alla costituzione del Conservatorio di musica di Milano, di Firenze, di Roma e Napoli.
Accanto ai Conservatori, gli Enti locali promuovono nel tempo la costituzione di istituti musicali pareggiati che, con ordinamenti curriculari analoghi, rilasciano titoli accademici aventi lo stesso
valore legale.

La riforma
La legge 21 dicembre 1999, n. 508, finalizzata alla riforma delle istituzioni artistiche e musicali italiane, costituisce, per la prima volta dalla riforma Gentile del ’23, una grande opportunità di sviluppo
per tutto il sistema.
Le Accademie nazionali di arte drammatica e di danza, le Accademie di belle arti, i Conservatori di musica, gli Istituti musicali pareggiati e gli Istituti superiori per le industrie artistiche costituiscono un unico “sistema”, ispirato ai medesimi principi e ai medesimi criteri direttivi e finalizzato alla “valorizzazione delle specificità culturali e tecniche dell’alta formazione artistica e musicale e delle istituzioni del settore, nonché alla definizione di standard qualitativi riconosciuti in ambito internazionale.
Esse si configurano quali “…sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale” che “svolgono correlate attività di produzione”. Quindi, accanto alla
formazione di base, la sperimentazione, la ricerca e le correlate attività di produzione costituiscono una profonda innovazione dell’offerta formativa di queste istituzioni, al pari delle istituzioni del sistema universitario.
E a rafforzare tale dignità è intervenuta successivamente la legge 268/02 riconoscendo l’equiparazione alla laurea universitaria dei titoli accademici conseguiti nel sistema artistico e musicale italiano, ai fini di un pubblico concorso, ma anche ai fini del riconoscimento dei crediti formativi da spendere nei due sistemi la cui “unitarietà” si evidenzia nel profilo più alto, che è l’indirizzo politico e di coordinamento su tutto il segmento dell’istruzione di ogni ordine e grado di competenza del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Tale sistema di istruzione superiore prevede, nel nostro ordinamento, regole comuni e condivise, pur nel rispetto delle specificità sottese all’identità di ogni soggetto.
Pertanto, la legge 508/99 ha dotare queste istituzioni, in analogia al sistema universitario, di “personalità giuridica e autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile”, strumento indispensabile per lo sviluppo e la promozione del sistema.
Allo stato, il cammino della riforma attende la definitiva approvazione degli ultimi regolamenti attuativi della legge di riforma che, dando compiuta realizzazione alla 508, dovranno dotare queste istituzioni degli strumenti necessari per il riordino di tutta l’offerta formativa e garantire, nel reclutamento dei futuri docenti del sistema, standard nazionali omogenei e qualità nell’insegnamento.
Tuttavia, per non penalizzare il settore, stante la forte richiesta di nuove figure professionali dovuta ai processi di innovazione tecnologica e allo sviluppo di nuovi linguaggi artistici, oltre all’esigenza di convergere verso il modello europeo delineato dagli accordi europei della Sorbona, di Bologna, di Praga e di Berlino, finalizzati alla costruzione di uno spazio europeo dell’istruzione superiore, sono stati attivati in via sperimentale molti corsi di I livello (triennali)
e di II livello specialistici (biennali), che pur rispondendo alla nuova richiesta di innovazione non dimenticano la grande tradizione artistica e musicale di cui queste istituzioni sono portatrici nel panorama internazionale.

Titoli di studio
Per le istituzioni dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale la legge 508/99 ha previsto una nuova articolazione dei titoli di studio, di cui già attivati:
• diploma accademico di primo livello, conseguito al termine di un corso di durata triennale che ha l’obiettivo di assicurare un’adeguata padronanza di metodi e tecniche artistiche, nonché l’acquisizione di specifiche competenze disciplinari e professionali;
• diploma accademico di secondo livello o specialistico, conseguito al termine di un corso di durata biennale che ha l’obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per la piena padronanza di metodi e tecniche artistiche e per l’acquisizione di competenze professionali elevate;
• diploma di perfezionamento o master, conseguito al termine di un corso di durata annuale che risponde ad esigenze culturali di approfondimento in determinati settori di studio o ad esigenze
di aggiornamento o di riqualificazione professionale e di educazione permanente.

Con il completamento della riforma saranno attivati i seguenti percorsi formativi:
• diploma accademico di specializzazione, al termine di corsi finalizzati a fornire allo studente competenze professionali elevate in ambiti specifici;
• diploma accademico di formazione alla ricerca in campo artistico, musicale, coreutico, drammatico e del design conseguito al termine di un corso che ha l’obiettivo di fornire le competenze necessarie per la programmazione e la realizzazione di attività di ricerca di alta qualificazione in campo artistico e musicale.

Scarica la nuova guida Miur ai corsi AFAM.

 
 



 
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