Ministero dell'Istruzione, dell'Universita e della Ricerca

22. Dic. 2016

Saluti e auguri di fine anno

Salve a tutti

Quest’anno più degli anni passati sento il desiderio di dedicare quattro parole in qualità di presidente della nostra consulta e rappresentante degli studenti di tutta la nostra istituzione.
Quest’anno la nostra amata accademia ha subito delle rivoluzioni di ogni genere, cominciando dalla rimodulazione dei trienni, l’avvio dell’organizzazione dei dottorati di ricerca e la rimodulazione definitiva del comparto AFAM, il ricevere delle nuove sedi con cui la nostra istituzione riceverà una dignità vera anche dal punto di vista strutturale, anche se mi sento in dovere di spendere due parole non solo per il ruolo che ricopro, ma anche come studente e soprattutto essere vivente della nostra accademia.
Reclusorio del lume, sede data dalla provincia nel lontano 1999 all’accademia, oggi è stata salutata dagli studenti per essere sostituta dalla sede sita in via Barletta, già al rientro dalle vacanze (ne approfitto per ricordarvi che l’accademia riavvierà l’anno accademico il 9 gennaio).
La sede di reclusorio per anni ha servito la nostra accademia, con tutte le problematiche e le complicanze che poteva avere, e per anni ha formato giovani artisti oggi sparsi per Italia, Europa, e qualcuno attualmente anche oltre i confini dell’Ue, donando non solo insegnamento, ma anche la possibilità di conoscersi, di far nascere amicizie, amori, ma soprattutto confronto fra menti pensati, di cui la nostra accademia, anche se non sembra, è piena.
Personalmente, nei miei quattro anni all’interno dell’accademia, ho costruito ricordi e rapporti speciali tra quelle mura, cosa che proseguirà all’interno della nuova sede, ma il passato non si dimentica, non si rinnega, e va onorato.
Sono consapevole di quanto fosse poco funzionale quella struttura, fra locali poco idonei e disagi acustici e logistici, come sono consapevole che non sarà semplice adeguarsi alla nuova sede, con le sue caratteristiche differenti da Via Reclusorio, la sua distanza da centro storico, e tutto quello che può comportare l’inizio di una nuova avventura, ma quello che mi piace pensare è che stiamo facendo la storia dell’Accademia di Belle Arti di Catania, esattamente come è stata fatta quando fu chiusa la sede di Piazza Manganelli, e come spero di vivere la chiusura di Palazzo Vanasco per il trasferimento al terzo piano dell’ente fiera delle Ciminiere di Catania, altro evento che comporterà sacrifici, lavoro, pazienza e soprattutto tanta volontà di lavorare per un’accademia dall’immenso potenziale.
Con i risparmi economici della chiusura di Reclusorio i consigli dell’accademia (consiglio accademico [didattica] e consiglio d’amministrazione [economia]) hanno già iniziato a progettare i privi investimenti nella didattica, tra cui qualche laboratorio per cominciare a crescere non solo nel territorio, ma anche all’interno delle nostre “quattro” mura.
Per completare, consapevole del mio essere logorroico, concludo augurando un “ in bocca al lupo” alle nostre matricole, che stanno vivendo queste modifiche dopo qualche mese dalla loro immissione nel mondo dell’arte, in particolare ( e senza nulla togliere a nessuno) agli iscritti ai nuovi indirizzi di fotografia, grafia-illustrazione, e ai miei tesori (senza offesa per nessuno) agli iscritti di Fashion design e scenografia, con cui condivido le mie giornate e i miei fantastici docenti, ormai amici e compagni di vita, e a chi come me completerà a marzo la prima (o seconda) grande tappa di questa nostra vita, discutendo la tesi di laurea.
Detto questo, finito l’essere smielato (ma tanto ormai mi conoscete), io e la mia consulta degli studenti vi auguriamo Buone feste, il riposo necessario, ma soprattutto buona arte! Perché riposare e mangiare fa bene, ma non prendetevela troppo con comodo, la sessione invernale (o infernale, vedetela come volete) si avvicina!

Vi lascio con una foto onoraria della tarda di via Reclusorio del Lume, scattata da un nostro allievo nonché fotografo a mio parere dal grande potenziale, Roberto Montalbano, perché è giusto ricordare, soprattutto quando si parla di ricordare qualcuno o qualcosa che per noi ha fatto tanto.

Ci vediamo a gennaio!

Gaetano Mannino
Presidente di Consulta ABACT