Ministero dell'Istruzione, dell'Universita e della Ricerca

20. Giu. 2018

Progetto Parola-Visione

FONDAZIONE OELLE – SEZIONE FOTOGRAFIA – PROGETTO ''PAROLA-VISIONE''

 

Gli studenti della Scuola di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Catania, diretta dal prof. Carmelo Nicosia, incontrano l’autrice Helena Janeczek,  finalista al Premio Campiello con il libro ''La ragazza con la Leica''.

L’incontro, organizzato dalla Fondazione Oelle,  si svolgerà il prossimo 30 giugno alle ore 18,00 al Four Points by Sheraton di Catania in occasione dell’unica tappa in Sicilia del tour della 56^ edizione del Premio che vedrà presenti i cinque autori finalisti.

L’evento si inquadra all’interno del progetto della Scuola di Fotografia  ''Parola-Visione'' che già in passato ha riscosso un notevole successo di partecipazione, come durante  il workshop con il 93enne fotografo americano Phil Stern nel 2013.

Helena Janeczek, nel suo libro racconta la storia drammatica della fotografa tedesca Gerda Taro, compagna di Roberta Capa, morta a 27 anni, il 27 luglio del 1937, travolta da un carro armato durante la guerra civile spagnola. Un storia in cui l’autrice intreccia aspetti privati della giovane fotografa al lavoro di fotoreporter , svolto con passione e forte partecipazione ideologica.

Autrice e studenti dell’Accademia, coordinati dal prof. Ezio Costanzo e dal prof. Carmelo Nicosia, discuteranno su ''Scrittura, documento e memoria'' e sul rapporto tra documento e immagine nel periodo storico che ha visto protagonista Gerda Taro e altri autorevoli fotoreporter, e nell’era attuale considerando i processi di ’evoluzione tecnologica nella realizzazione e nella diffusione dell’immagine fotografica.

Aprirà i lavori Ornella Laneri, presidente della Fondazione Oelle.

 

Il libro:

Questo libro racconta la vita di questa ragazza ribelle, l'amore con Robert Capa, l'avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta. Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna.

«Così era finita Gerda Taro, per non aver voluto abbandonare il fronte quando non c’era più nessuna speranza, ed era rimasta ferita a morte come tanti altri, in una strada polverosa; lasciò nelle sue foto testimonianza dell’enorme delitto che era stata la guerra. Aveva dedicato la sua splendida vita a un degno compito, a una giusta causa persa.»

 

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