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02. Apr. 2019

Un film-documentario scritto e diretto da Ezio Costanzo. Mercoledì 10 aprile 2019.

Un film-documentario scritto e diretto da Ezio Costanzo
Prodotto dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG)
In collaborazione con HistoryTime, Le Nove Muse, Città di Castiglione di Sicilia, Fondazione Oelle.

Titolo: Moral bombing. L’arma del dolore
Regia: Ezio Costanzo
Sceneggiatura: Ezio Costanzo
Genere: documentario
Durata: 44 min.
Lingua: Italiano

Moral Bombing (bombardamento morale) era il termine con il quale, durante la Seconda guerra mondiale, si indicava il bombardamento totale indirizzato sulle popolazioni civili

Un’arma diabolica che ha sconvolto l’esistenza di intere popolazioni, seminando morte e distruzione. Le bombe servivano ad incutere terrore e l’obiettivo non era più rappresentato dai soldati nemici ma dalla gente, dalla popolazione civile. Gli ordigni dovevano incutere sgomento e terrore, oltre che morte, abbattere  il morale di interi popoli. Il bombardamento a tappeto ideato e attuato massicciamente, specialmente sulla Germania, dal colonnello inglese Arthur Harris, soprannominato “il macellaio”. 

Il film-documentario di Ezio Costanzo pone in evidenza la crudeltà di tale strategia e mette in rilievo i drammi, fisici e psicologici, vissuti dalla popolazione,  in particolari dai bambini, vittime inconsapevoli del terrore che pioveva dal cielo. Nel documentario viene rievocata, anche attraverso testimonianze, la strage nazista di Castiglione di Sicilia del 12 agosto 1943 che vide dodici civili uccisi a sangue freddo da parte di soldati tedeschi in ritirata. 

Nel documentario si affronta anche il tema delle conseguenze della guerra e i dei segni che le bombe hanno lasciato nel corpo e nella mente di tanti piccoli innocenti. Le vittime civili della Seconda guerra mondiale sono stati milioni nel mondo e ancora oggi gli ordigni inesplosi ritrovati nelle campagne provocano mutilazioni e morte. Le testimonianze di alcune vittime civili consentono di comprendere la reale portata di tale immane tragedia. 

Ezio Costanzo, attraverso la narrazione del docu-film, con ricostruzione di scene e con immagini storiche di repertorio, racconta non solo la guerra ma anche le sciagure che essa porta con sé. E lo racconta attraverso  il dramma vissuto di un bambino al quale la guerra porta via il fratellino coinvolto in un gioco tragico. Nel racconto del protagonista del documentario il ricordo della guerra affiora attraverso i suoi ricordi. Egli aveva nove anni quando,  nelle campagne siciliane dove si era rifugiato con la famiglia per sfuggire ai bombardamenti, raccoglie da terra quello strano oggetto metallico lasciato da un gruppo di soldati americani. Inizia così il gioco con la morte.  Il fratellino e la cuginetta si uniscono a quel gioco e poi un’esplosione squarcia l’aria. “A distanza di anni – racconta il protagonista -  io ho dimenticato la guerra, i bombardamenti, la morte,  le macerie. Ciò che non posso dimenticare è il male che le scelte scellerate degli adulti hanno fatto a noi bambini. No, questo non potrò mai dimenticarlo”.

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